Area Dati - Riutilizzo dei dati statistici: open standard, dashboard e intelligenza artificiale
Sappiamo bene come il valore dei dati stia nella possibilità di metterli assieme e guardarli come un tutt’uno. Per poter fare questo diventa importante costruire i dati secondo standard comuni di riferimento. Sono infatti proprio gli standard che consentono di rendere i dati interoperabili tra loro. Standard che tornano utili anche per visualizzare, navigare e costruire dashboard interattive in modo automatico. In questa Academy abbiamo visto come questo può essere possibile andando a guardare cosa accade con i dati open della statistica ufficiale, dando uno sguardo anche a come può essere vantaggioso avvalersi anche dell’Intelligenza Artificiale.
Area  Dati - Interoperabilità e gestione documentale: un caso di studio

Il valore fondamentale degli Open Data risiede nel loro riutilizzo. Le Pubbliche Amministrazioni li rendono disponibili in formato aperto proprio con l’obiettivo di favorirne l’impiego da parte della società civile e del mondo imprenditoriale. Tuttavia, questo obiettivo viene raggiunto solo parzialmente. Nonostante l’elevato numero di dataset pubblicati come dati aperti e consultabili attraverso il portale nazionale dati.gov.it, il loro effettivo riuso risulta ancora contenuto. Una delle possibili cause di questa limitata diffusione è riconducibile al fatto che solo una parte dei dati pubblicati presenta caratteristiche tali da renderli realmente utili o di forte impatto. Qualora tali dati fossero più numerosi, gli attori interessati – in particolare coloro che manifestano un crescente interesse imprenditoriale verso il riuso dei dati – potrebbero impiegarli in modo efficace.

Area Dati - IT Wallet, innovazione a misura di persona per l’accesso a servizi pubblici e privati

Il valore fondamentale degli Open Data risiede nel loro riutilizzo. Le Pubbliche Amministrazioni li rendono disponibili in formato aperto proprio con l’obiettivo di favorirne l’impiego da parte della società civile e del mondo imprenditoriale. Tuttavia, questo obiettivo viene raggiunto solo parzialmente. Nonostante l’elevato numero di dataset pubblicati come dati aperti e consultabili attraverso il portale nazionale dati.gov.it, il loro effettivo riuso risulta ancora contenuto. Una delle possibili cause di questa limitata diffusione è riconducibile al fatto che solo una parte dei dati pubblicati presenta caratteristiche tali da renderli realmente utili o di forte impatto. Qualora tali dati fossero più numerosi, gli attori interessati – in particolare coloro che manifestano un crescente interesse imprenditoriale verso il riuso dei dati – potrebbero impiegarli in modo efficace.

Area Dati - Qualità e “pulizia” dei dati

Area Dati - Qualità e “pulizia” dei dati

Course modified date: 1 aprile 2025
Con il trascorrere del tempo, si registra un costante incremento nella disponibilità di dati aperti – aumenta infatti la quantità – ma non si osservano significativi progressi dal punto di vista qualitativo. Nel corso di questo intervento verrà proposta una breve introduzione ad alcuni concetti fondamentali, illustrando gli elementi propedeutici al miglioramento della qualità dei dati, nonché le tipologie di errori e carenze più ricorrenti. Il tutto sarà accompagnato da esempi pratici, che comprenderanno analisi e commenti, oltre a metodologie per la produzione, la gestione, la correzione e la pubblicazione di dati orientati alla qualità. Saranno inoltre presentati brevi approfondimenti sull’impiego di strumenti, sia tradizionali sia innovativi, per la descrizione e la validazione dei dati aperti.
Area Dati - Aumentare le potenzialità degli Open Data tra Spazio e Tempo
Il fulcro degli Open Data risiede principalmente nella loro capacità di essere riutilizzati. Le Pubbliche Amministrazioni li rendono disponibili con l’obiettivo specifico di favorirne il riuso da parte di cittadini, imprese e altri soggetti della società civile. Tuttavia, questo processo di riutilizzo avviene solo parzialmente. Nonostante l’elevato numero di dataset pubblicati come dati aperti e consultabili attraverso il portale nazionale dati.gov.it, l’effettivo riuso rimane contenuto. Una possibile causa risiede nel fatto che solo una parte limitata di questi dati possiede caratteristiche tali da renderli realmente utili o ad alto impatto. Se così non fosse, gli stakeholder – il cui interesse verso l’impiego strategico dei dati è in crescita – sarebbero probabilmente incentivati a utilizzarli.
Area Dati - Il momento delle scelte: quali licenze, quale open data
Morena Ragone, Giurista, dottore di ricerca, esperta in diritto applicato alle nuove tecnologie - Regione Puglia


Area Dati - API Economy ed interoperabilità nello scambio di dati

Oggi lo scambio di beni e servizi virtuali è basato su modelli di scambio di valore differenziati, monetari e non; questo ha aperto la strada ai concetti di Programmable e API Economy.

Il modello di interoperabilità per la PA agisce in questo quadro per semplificare l'interazione tra enti, cittadini e imprese; stimolare la creazione di nuovi servizi che migliorino la vita delle persone; gettare le basi per uno spazio telematico comune, con regole tecniche chiare e rispettose della privacy e della sicurezza.

Contestualmente la mancanza di competenze, le difficoltà organizzative e le resistenze figlie di una logica "a silos" - le monarchie digitali di cui parlava l'ex commissario Luca Attias - ostacolano queste azioni. La soluzione passa dall'individuazione di standard tecnologici efficaci insieme per il pubblico e privato e da una serie di azioni di sistema che coinvolgano enti e imprese.



Area  Comunicazione | La comunicazione pubblica in diretta, come gestire al meglio il live social
Come realizzare live su Facebook, Instagram e YouTube per comunicare con il cittadino. Quale linguaggio utilizzare durante le dirette, di quali strumenti disporre per rendere i video professionali, quali software mettere in campo per creare vere e proprie regie mobili, quali strategie per aumentare l’engagement degli utenti.





Area sicurezza - La sicurezza informatica degli ambienti digitali pubblici
La sicurezza informatica degli ambienti digitali ha - ora più che mai - una valenza infrastrutturale per la gestione dei servizi pubblici online. Conoscere e saper individuare i rischi e le minacce che possono compromettere le piattaforme informatiche è il primo indispensabile passaggio che ogni pubblica amministrazione deve compiere per mettere in sicurezza le proprie strutture ICT, salvaguardando il proprio lavoro e i dati personali degli utenti. L’Academy è occasione per condividere una riflessione su come le organizzazioni pubbliche debbano evolvere il proprio approccio al tema della cyber security, adottando un modello che, insieme agli investimenti tecnologici, includa una strategia complessiva di coinvolgimento attivo delle figure coinvolte nei processi di trasformazione digitale della pubblica amministrazione, rafforzando le competenze digitali di ogni singolo dipendente.


Area Servizi digitali - Comunicare in modo accessibile: gli errori da evitare
L’accessibilità come tema di inclusione digitale è essenziale nelle attività quotidiane della pubblica amministrazione: non solo siti web ed applicazioni devono essere accessibili a tutti, senza discriminazioni ma anche la comunicazione istituzionale. Durante il periodo di “lockdown” per COVID-19, molte attività di comunicazione istituzionale si sono dimostrate poco efficaci per raggiungere anche le persone con disabilità, creando una vera e propria discriminazione. In questo seminario saranno fornire indicazioni sul tema dell’accessibilità, sulle problematiche riscontrate dagli utenti con disabilità e gli errori da evitare nella comunicazione tramite uffici stampa, social media e siti web istituzionali.

Docente

Roberto Scano Presidente - IWA Italy

Area trasformazione digitale - Digitalizzazione e change management nel settore pubblico

In Italia, solo il 19% dei progetti di trasformazione digitale raggiunge almeno l’80% dei benefici attesi (fonte: AssoChange/Osservatori Politecnico di Milano). Il rischio di parziale adozione da parte degli utenti e quindi di mancato ritorno dell’investimento è molto alto. Sono note le motivazioni che portano a questo basso tasso di successo, occorre sviluppare nuove capability organizzative per governare la trasformazione digitale. Una possibile risposta è la User Adoption. 

La disciplina della User Adoption si prefigge lo scopo di affrontare il governo e la gestione del cambiamento sotto i diversi profili: Engagement del vertice e dei Process Owner nella definizione degli outcome e nella revisione dei propri modelli di funzionamento, Stakeholder Management, UX/Accessibilità, Governance del Dato e Presidio dei Processi di Anagrafica, Comprensione e Adozione piena dei controlli di Information Security, Governo del System Integrator (ad esempio, recepimento requisiti non funzionali, documentazione, formazione dei key user e del service desk e supporto utenti), Allineamento Micro-organizzativo, Comunicazione. 

Inoltre, la User Adoption accompagna la transizione delle persone verso i nuovi modi di lavorare lungo tutto il ciclo di vita del Servizio IT: Concezione, Progettazione, Sviluppo, Passaggio in produzione, Post produzione. 

All’interno dell’Academy abbiamo provato a rispondere alle seguenti domande: Come assicurare l’engagement lungo il percorso di cambiamento? Come valutare le personalizzazioni per ridurle ed evitare quelle a basso valore? Come assicurare che gli utenti siano pronti il giorno del go live? Come mettere a punto la micro-organizzazione in cui le persone lavorano?

Area trasformazione digitale - Guidare il Cambiamento: prassi di User Adoption per Trasformazione Digitale della PA
La digitalizzazione del settore pubblico viene spesso interpretata come pura realizzazione di infrastrutture e acquisizione di software e applicativi. Tuttavia, se il risultato da ottenere è il miglioramento delle diverse fasi del processo di policy (disegno e decisione, attuazione e processi di lavoro, erogazione ed efficacia dei servizi), è necessario operare nell’ottica del change-management, considerando in particolare alcuni fattori chiave. Il primo riguarda l’agilità organizzativa e della governance, poiché è fondamentale essere pronti alle trasformazioni continue che le nuove tecnologie impongono; in questo ambito, la capacità di far dialogare linguaggi diversi (informatici, settoriali, direzionali, ecc.) diventa prioritaria. Il secondo fattore concerne la capacità di utilizzo delle piattaforme di intelligenza artificiale, che possono aumentare l’efficienza delle attività, pur richiedendo la comprensione dei limiti e dei perimetri etici da rispettare. Il terzo fattore riguarda, specie in questo periodo storico, lo sviluppo di awareness e resilienza organizzativa per gestire in sicurezza i dispositivi digitali dai cyberattacchi. Si tratta di tre aree che implicano sfide rilevanti per il management pubblico, sia per le competenze che per gli stili di leadership richiesti.
Area trasformazione digitale - Limiti e vulnerabilità dell’IA
I sistemi di IA sono deterministici? Quali sono i limiti dei processi decisionali algoritmici e dei meccanismi di apprendimento automatico? Le IA possono sbagliare, o essere indotte in errore? Le potenzialità delle IA sono enormi, ma spesso si ignorano o si sottovalutano i loro inevitabili problemi e difetti. L’incontro, con un taglio semiserio e non tecnico, ha affrontato questi temi cruciali per comprendere meglio come rapportarsi nel migliore dei modi ad una tecnologia destinata a cambiare il mondo ma che è ancora lungi dall’essere perfetta.
Area trasformazione digitale - PA e IA: siamo pronti?
L’Unione Europea e l’Italia stanno attribuendo un’importanza strategica alle nuove tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale (IA), riconoscendole come ambiti prioritari d’investimento al fine di colmare il divario competitivo con altri contesti globali e per promuovere una gestione sostenibile delle emergenti sfide sociali e ambientali. In tale scenario, la pubblica amministrazione è chiamata a svolgere un ruolo determinante non solo attraverso strumenti di incentivo, ma anche per via della significativa influenza esercitata dalla propria capacità di spesa, che può orientare le direzioni dell’innovazione nel mercato. Sebbene l’ambito normativo registri un posizionamento di avanguardia, restano molteplici aspetti da approfondire. A partire dalle evidenze emerse dalle ricerche dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, si propone una riflessione sullo stato dell’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico italiano ed europeo, attraverso l’analisi dei principali progetti avviati in tale ambito.